• Andrea Dallapina

No Time To Die

Previste nubi sui cieli dell'Alto Piemonte nella giornata di sabato, con piogge in quella di domenica.

Il barometro del giovedì si occupa, invece, non di meteo ma di clima. Negli ultimi giorni un evento a Milano ha riportato sulle pagine dei giorni Italiani il volto e le parole di Greta Thunberg, la giovane attivista che chiede ai governi di non ritardare le misure che riducano le emissioni responsabili del cambiamento climatico.


Negli stessi giorni i giornali riportano l’allarme per il prossimo caro bollette. Il prezzo delle materie prime è salito con la crescita della ripresa per la domanda industriale post-pandemia e quindi produrre energia costa di più, assieme ad altri fattori contingenti, meno vento al nord, la Cina che ha fermato alcune centrali, ecc., hanno creato le condizioni per quella che gli esperti indicano come tempesta perfetta.


Perché l’elemento centrale del dibattito sulla transizione ecologia o energetica, quello vero, quando si finiscono gli applausi di circostanza, è: chi paga il conto. In ogni caso lo pagheranno i meno abbienti.

La strategia è questa: si vuol cambiare modello di sviluppo ma senza fermare la crescita, perché se la si ferma si avranno problemi sociali legati all’occupazione, ma se non la si ferma, con l'attuale modello, si avranno problemi sociali legati a migrazioni dai paesi sconvolti dai cambiamenti climatici. Insomma, vogliamo cambiare locomotiva senza fermare il treno. Servirebbe James Bond. Ma ora è impegnato nelle sale cinematografiche, perciò gli agenti speciali dovremo essere noi: No Time To Die.