• Andrea Dallapina

Impara l'arte

Sull’Alto Piemonte fine settimana ancora all’insegna dell’instabilità meteo (sabato tornerà a piovere). Il barometro del giovedì è sintonizzato sul periodo agostano, un tempo il mese dedicato alle ferie (e per molti lo è ancora). Sempre più l’offerta turistica cerca di coniugarsi con gli anglicismi emotions and experiences.


Il ragionamento è semplice se vivo un’esperienza emozionante, la vacanza mi resterà più impressa nella memoria e al mio ritorno a casa avrò qualcosa sa raccontare generando un passaparola (buona pubblicità per la destinazione turistica).


Nient’altro che marketing unito alla passione di trasmettere le peculiarità del territorio. Occorre però praticare un’avvertenza. Le esperienze che ci vengono proposte sono forme d’intrattenimento, non c’è niente di vero o di reale.


Non possiamo pensare che un’ora passata a imparare una ricetta o una tecnica di tessitura possano restituirci la verità di una tradizione, il senso che aveva quella pratica per chi la mette in atto o la faceva quotidianamente.


Quindi, passino le experiences, se l’alternativa sono le visite guidate con l’ombrellino, ma senza scartare l’ipotesi del dolce far niente. Un’esperienza che troppo spesso dimentichiamo di praticare e che non ha bisogno di essere raccontata.